Il personaggio.09 agosto 2026 alle 00:43Raphael Gualazzi a “Dromos” a Masullas Lo sguardo sulla Sardegna «da amare»
Cosa succede quando due voci, due modi diversi di intendere il jazz, si incontrano sullo stesso palco? Lo abbiamo capito l’altra sera a Masullas, al Giardino Botanico del Monte Arci. Sul palco, Simona Molinari, che ha portato in scena il suo “Kairos Tour” insieme a un ospite speciale, Raphael Gualazzi, cantautore, pianista, compositore, arrangiatore e produttore. Un artista d’altri tempi, sognatore visionario che ha fatto della musica una lente per guardare il mondo, tra jazz, soul, swing e incursioni liriche. L’appuntamento, inserito nella XXVIII edizione del festival “Dromos”, già sold out da giorni, ci ha regalato un incontro fuori dall’ordinario, tra repertorio italiano e internazionale. Lo abbiamo incontrato appena sceso dal palco, per farci raccontare qualcosa in più sul suo rapporto con la musica, con l’amore in una canzone e con la Sardegna.
Bentornato a “Dromos”! Un festival che vive di connessioni tra culture e contaminazioni, un po’ come la sua musica del resto: dopo l’esperienza dello scorso anno, cosa la riporta qui?
«Quello che mi riporta qui è quella voglia di contaminazione tra generi che trovo sempre stimolante. “Dromos” è un progetto culturale che riesce a costruire connessioni tra culture diverse e questo per me ha un valore enorme. La musica, in fondo, si nutre proprio di questo: di incontri, di contaminazioni, del dialogo tra linguaggi artistici diversi che si intrecciano e si arricchiscono a vicenda. Il mio stesso stile cantautorale e melodico italiano passa attraverso ispirazioni della cultura musicale afroamericana e reminiscenze del mondo classico, ed è proprio in contesti come “Dromos” che si può davvero cercare una cifra stilistica comune, trovare quel filo che unisce esperienze e sensibilità diverse. E poi c’è la condivisione delle canzoni, che è forse il modo più autentico per declinare l’amore.











