HomeCultura e spettacoliL’arte nomade di Raphael Gualazzi: "Marchigiano, dunque eclettico"Il compositore al Pergolesi Spontini Festival con un recital che abbraccia jazz, opera e colonne sonoreRaphael Gualazzi, 44 anni, urbinate, al pianoforteRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn pianoforte, una voce e un dialogo intimo con la sua terra. Domani, alle 21, il Cortile dell’ex Appannaggio di Jesi ospiterà Raphael Gualazzi per una delle serate più attese della XXVI edizione del Pergolesi Spontini Festival. Acclamato a livello internazionale per la sua capacità di mescolare jazz, blues, stride piano, soul e pop, il cantautore marchigiano, vincitore di Sanremo Giovani nel 2011 e secondo all’Eurovision, torna nella sua regione per un recital vis-à-vis. Un viaggio espressivo che ripercorre i suoi successi, le incursioni nel cinema, fino al più recente album Dreams, per una serata che ben s’inserisce nel tema del festival Accordi disarmanti.

La definizione scelta per questo appuntamento parla di ‘talento nomade’, eppure la cornice è quella delle sue Marche. Che sapore ha esibirsi in un contesto così intimo come il Cortile dell’ex Appannaggio?

"Credo che questa possa essere la dimensione ideale per un recital pianoforte e voce dal sapore narrativo e confidenziale. Prenderò il pubblico per mano per raccontargli quali sono state le mie ispirazioni musicali più importanti, e quello che per me rappresenta il senso profondo della musica".