Vent’anni di carriera, spettacoli che hanno spostato il baricentro del teatro-canzone e una voce che ha sempre cercato la ferita più che l’applauso. Con Cristicchi A-Live, Simone Cristicchi stasera apre il tour estivo in piazza Borghesi a Savignano sul Rubicone (alle 21,30) e domani, stessa ora, replica a Bologna ai Giardini di Porta Europa (piazza Vieira de Mello) per la rassegna Cubo Live sostenuto da una line-up cui è particolarmente legato: Riccardo Corso alla chitarra, Riccardo Caramellari alle tastiere e Antonio Iannetta al violoncello.

Un viaggio nella memoria artistica: brani, storie, epifanie, contraddizioni. Dagli esordi (Fabbricante di canzoni) al concept Dalle tenebre alla luce in cui la pièce diventa testo letterario, il ricordo collettivo si fa emozione intima, cifra stilistica che ne consacra il percorso artistico.

Cristicchi, A-Live è un tour che nasce come celebrazione o come revisione critica? "È un riassunto delle tappe precedenti, uno sguardo verso il futuro che fa il punto su quello che è stato: una presa di coscienza".

I suoi spettacoli funzionano come atti di ’archeologia emotiva’, restituendo voce a dimenticati, a manicomi cancellati, a poeti laterali: servono a scandagliare le coscienze o a dispensare colonne sonore per nostalgici? "Sono ricerca di antiquariato umano, voglia di riportare pepite d’oro in superficie. Purtroppo ci si sta abituando a un’emotività fatta di indifferenza: voglio far scoccare la scintilla che ci fa sentire umani".