Nuove risorse per sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese del Sud. La dote messa in campo dal ministero dell’Economia è di 448 milioni di euro. Un ulteriore tassello a quella strategia più complessiva messa in campo dal governo per sostenere le imprese che devono affrontare programmi di ammodernamento e possono utilizzare il sostegno pubblico per ridurre il costo degli investimenti in nuovi impianti, tecnologie digitali ed efficienza energetica. Ieri, a dare il via libera alla nuova edizione dell’incentivo “Investimenti sostenibili 4.0” è stato il decreto direttoriale firmato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato da Adolfo Urso che ha definito tempi e modalità per l’erogazione.

Il decreto La misura è destinata alle aziende delle regioni del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna) che intendono rinnovare impianti e processi produttivi, puntando su digitalizzazione, tecnologie avanzate ed efficienza energetica. Il decreto prevede, inoltre, che il 25% delle risorse sia riservato alle micro e piccole imprese. La misura si rivolge quindi alle Pmi che hanno in programma investimenti di una certa consistenza: i progetti ammessi dovranno avere infatti un valore compreso fra 750mila e 5 milioni di euro. Per il sistema produttivo della Campania si tratta di una nuova possibilità di accesso a risorse destinate soprattutto alla modernizzazione degli impianti. L’incentivo può interessare, in particolare, le imprese manifatturiere che devono sostituire macchinari, automatizzare alcune fasi della produzione, introdurre nuove tecnologie digitali oppure ridurre i consumi energetici. La misura, infatti, non finanzia genericamente le spese aziendali, ma programmi di investimento innovativi e sostenibili, coerenti con gli obiettivi del Piano Transizione 4.0. Fra le voci finanziabili rientrano innanzitutto l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. Un’impresa potrà, ad esempio, utilizzare l’agevolazione per rinnovare una linea produttiva o introdurre sistemi tecnologicamente più avanzati nel ciclo di lavorazione. Sono ammesse anche le spese per software e licenze, una componente che consente di includere nei programmi anche gli interventi di digitalizzazione dei processi aziendali. Rientrano inoltre nell’incentivo, nei limiti stabiliti dal provvedimento, le opere murarie necessarie alla realizzazione degli investimenti. La sostenibilità Una parte specifica della misura riguarda la sostenibilità. Potranno essere finanziate le certificazioni ambientali e i servizi di consulenza specialistica ed energetica. L’obiettivo è favorire progetti che, insieme al miglioramento della produttività, consentano di ridurre l’impatto ambientale dell’attività industriale e i consumi di energia. Il sostegno pubblico può arrivare fino al 75% delle spese considerate ammissibili. L’agevolazione è composta da due strumenti. Il primo è un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento. Il secondo è un finanziamento agevolato a tasso zero che può coprire un ulteriore 40% delle spese e che dovrà essere restituito in un periodo massimo di sette anni. Ad esempio, su un investimento da un milione di euro, dunque, il sostegno può arrivare fino a 750mila euro: 350mila euro sotto forma di contributo a fondo perduto e 400mila attraverso il finanziamento senza interessi. La parte restante dell’investimento dovrà essere coperta dall’impresa. La soglia minima di 750mila euro restringe inevitabilmente il campo alle aziende che hanno già programmi strutturati di crescita o ammodernamento. Allo stesso tempo, però, la riserva del 25% delle risorse alle micro e piccole imprese punta a evitare che l’intera dotazione venga assorbita dalle aziende di dimensioni maggiori. La gestione della misura sarà affidata a Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo del governo, per conto del Ministero delle Imprese. Le aziende potranno cominciare a precompilare le richieste sulla piattaforma informatica dal 10 settembre, mentre l’invio delle domande aprirà il 6 ottobre. Anche i tempi di presentazione avranno un ruolo nella concessione degli incentivi: le richieste saranno infatti esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo. Nel caso in cui le risorse disponibili non fossero sufficienti a soddisfare tutte le istanze, sarà utilizzata una graduatoria di merito.