Il tema sta già emergendo tra i tour operator del turismo legato al patrimonio culturale: i cambiamenti climatici inevitabilmente spingeranno i vertici dei grandi musei e delle aree archeologiche del nostro Paese a offrire nuove fasce orarie di ingresso lontane dai picchi più bollenti. È sempre più difficile immaginare gruppi di visitatori, soprattutto over 60, aggirarsi al Colosseo, a Pompei, a Paestum con 40 gradi a mezzogiorno. E lo stesso vale per le file per entrare in un grande museo. La tendenza internazionale è nota, la chiamano Noctourism, numeri crescenti di turisti culturali scelgono la sera (anche in Italia) per evitare il caldo e le resse e per apprezzare le meraviglie delle città senza dover sudare (o svenire) sotto il solleone.

Funziona benissimo per le piazze e le strade. Per le istituzioni museali e archeologiche occorre una scelta dei vertici. La recente sperimentazione (1-2 agosto) voluta dai ministeri della Cultura e del Turismo (a Milano in accordo col Comune) per le aperture serali di Colosseo (19.45-23.30) e Pantheon (19-23) a Roma e del Castello Sforzesco (17.30-19.30) a Milano ha avuto grande successo: 7.587 ingressi complessivi per Colosseo e Pantheon, 632 nelle due ore di Milano. Le estensioni orarie andranno avanti per tutto agosto. Le aperture notturne sono già un’abitudine, in alcuni giorni, per i Musei Vaticani, per le Terme di Caracalla a Roma (Galleria Borghese lo ha fatto fino all’8 agosto), a Milano aprono la sera fino alle 22.30 in alcuni giorni (soprattutto il giovedì) Palazzo Reale, Gallerie d’Italia , Mudec, Museo del Novecento. Pompei apre il sabato sera fino alle 23. Sono solo alcuni esempi. Ma nell’estate 2027 sarebbe doveroso stabilire calendari sicuri, con un indirizzo amministrativo unitario, per dare calendari certi a quei turisti che non vogliono più trasformare una vacanza culturale in Italia in un attraversamento dell’inferno climatico.