Un altro, importante, passo per il recupero della chiesa del Carmine e la sua restituzione alla città è stato compiuto. Si sono conclusi i lavori relativi al primo lotto di interventi, per la messa in sicurezza di una porzione del luogo sacro; quelli relativi alla sagrestia e alla canonica. Un finanziamento di poco superiore ai 380mila euro, finanziati con fondi Pnrr, per salvare quella parte d’edificio seriamente in pericolo per il rischio concreto di crolli.

Non è finita. Da settembre cominceranno gli interventi del II lotto, finanziati sempre con 380mila euro di fondi regionali. Si interverrà sempre nei locali di sagrestia e canonica, per ultimare le operazioni di recupero, con pavimentazione, impianto di illuminazione, pittura e arredi.

Come evidenziano in un comunicato, il Rettore della chiesa, don Salvatore Magrì, e i direttori dei lavori, gli architetti Giuseppe Mirenda e Francesco Finocchiaro, «è iniziato lo smontaggio dei ponteggi sul prospetto sud del complesso di Santa Maria del Carmelo. Al termine delle operazioni, il prospetto apparirà ancora privo di intonaci, infissi e finiture. Non si tratta di lavori interrotti né di opere dimenticate: il progetto generale è articolato in più lotti funzionali, finanziati con risorse diverse e programmati secondo precise priorità».