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Floriana Rullo

Il 73enne, originario di Coassolo è ancora attivo nell’edilizia, si è presentato spontaneamente in caserma dopo aver lasciato il gruppo di ciclisti a terra. Le condizioni dei feriti

Ha investito i ciclisti poi, dopo averli lasciati a terra, è corso dai carabinieri per raccontare la sua versione dei fatti. Sarà con ogni probabilità arrestato nelle prossime ore per le pesanti responsabilità emerse a suo carico il 73 ann, originario di Coassolo, che questo sabato mattina a Lanzo Torinese (in Piemonte) ha investito volontariamente un gruppo di ciclisti. Nonostante l'età, l'uomo continua a svolgere attività nel settore edile ed è un padre di famiglia ben inserito nel tessuto locale dove è conosciuto da tutti. Dopo aver centrato in pieno il gruppo di sportivi ed essersi allontanato senza prestare soccorso, ha scelto di presentarsi spontaneamente alla caserma dei carabinieri della compagnia di Venaria Reale mentre i sanitari del 118 erano impegnati a prestare le prime cure sull'asfalto. Nel frattempo, le forze dell'ordine lo hanno sottoposto ai test tossicologici di rito.Gravi le conseguenze sanitarie per due dei sei ciclisti coinvolti. Il primo, un uomo di 60 anni, pur essendo sveglio e cosciente, ha riportato una frattura al femore, una frattura esposta alla gamba sinistra che richiederà un intervento chirurgico, oltre a un trauma massillo-facciale e toracico; per lui i medici si orientano verso una prognosi di novanta giorni. Il secondo ferito, di 68 anni, ha invece riportato un severo trauma alla spalla sinistra, con una prognosi stimata di sessanta giorni.Il gravissimo episodio ha scatenato un'ondata di sdegno e riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza stradale e sulla tutela di chi sceglie le due ruote. Sulla questione è intervenuto con parole durissime Marco Bussone, presidente Uncem (Unione comuni Montani): «Episodio gravissimo. Occorre costruire un’altra cultura del ciclismo. I ciclisti hanno urgenza di impegni politici a loro supporto. Leggi e cultura: non più fila indiana ma si deve spiegare che viaggiare al centro strada è più sicuro per tutti. Si superano i ciclisti come un’auto. Nuova cultura, nuovo modello di sviluppo per la fruizione del territorio. E tracciamo sulle strade linee delimitanti le parti di strada per i ciclisti. Come in Francia».