L’ondata di calore di questi giorni ha riportato in primo piano un problema annoso che i residenti hanno ormai finito per “annusare” con rassegnazione, ma che non sfugge ai visitatori: il tanfo nauseante dei rifiuti che traboccano dai cassonetti nel centro storico. Un danno rilevante per l’immagine della città, percepibile non solo alla vista ma anche all’olfatto.
Qualche giorno fa un gruppo di turisti, percorrendo via Carlo Papa, a pochi passi dalla chiesa del Santissimo Salvatore, è stato colto da conati di vomito. Un tratto di strada divenuto impraticabile tra miasmi, immondizia agli angoli ed escrementi di cani lasciati a terra da padroni maleducati.
Non è responsabilità degli operatori ecologici, che svolgono quotidianamente il proprio compito, bensì dell’inciviltà diffusa (in larga parte immigrati) che conferisce la spazzatura senza rispettare la differenziata, riempiendo i contenitori in modo indiscriminato fino a farli straripare.
La frazione umida e i materiali organici, imputridendo sotto il sole, trasformano molti angoli del centro storico in percorsi a ostacoli tra effluvi, ratti, mosche e larve. Un autentico inferno, che non passa inosservato neppure ai turisti.
Che ricordo porteranno con sé di Modica, oltre alla sua innegabile bellezza barocca? Intanto, anche i residenti sono sul piede di guerra.












