Contributi a fondo perduto dal 65% al 100% della spesa alle microimprese in difficoltà per la riqualificazione energetica degli immobili e contributi diretti di 400 euro all’anno (a partire dal 2028) alle famiglie vulnerabili per ridurre l’impatto dei costi del riscaldamento e della benzina. Sono alcune delle principali misure agevolative previste dal Piano sociale per il clima approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 (predisposto dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica), che per il periodo 2026-2032 vale complessivamente 9,3 miliardi di euro (sette miliardi finanziati dal Fondo sociale per il clima e 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale). I fondi sono destinati a sostenere una decarbonizzazione a tutti i livelli e in particolare a ridurre l’impatto economico del sistema Ets2 (il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per l’edilizia e il trasporto stradale operativo dal 2028) su famiglie vulnerabili, microimprese e utenti dei trasporti deboli.

I settori e le misure oggetto degli interventi

Gli interventi finanziabili dal Piano riguardano:

microimprese vulnerabili: interventi di efficientamento energetico dedicati alle piccole realtà produttive in difficoltà;