Un piano da 9,3 miliardi di euro per evitare che il costo della transizione energetica ricada sulle fasce più vulnerabili. È questo l’obiettivo del Piano sociale per il clima predisposto dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, approvato dal Consiglio dei ministri e ora atteso al vaglio della Commissione europea.
Il Piano nasce in vista dell’entrata in vigore dell’Ets2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che dal 2027 estenderà il prezzo della CO2 ai combustibili utilizzati per il riscaldamento degli edifici e ai carburanti per il trasporto su strada.
Diversamente dall’attuale Ets, che interessa soprattutto grandi impianti industriali e produzione elettrica, il nuovo meccanismo coinvolgerà i fornitori di combustibili fossili, che dovranno acquistare quote di emissione.
Una parte di questo costo potrà riflettersi sui prezzi di gas, gasolio e carburanti, con effetti diretti sulle bollette energetiche e sui costi della mobilità.
Per compensare questi impatti l’Unione europea ha istituito il Fondo sociale per il clima per il periodo 2026-2032.










