L'impiegata lavorava a Casoli (Chieti), poi la proposta di trasferimento nel Veronese e la lettera di licenziamento a neanche un mese dalle nozze. Ma per il Giudice del Lavoro di Verona va reintegrata
Licenziata a soli 27 giorni dal matrimonio. È la vicenda vissuta da un’impiegata amministrativa abruzzese che, dopo quasi sei anni di servizio per un’azienda con sede a Casoli (Chieti), si è vista recapitare la lettera di licenziamento a meno di un mese dal giorno delle nozze. A nulla è servita la difesa della società, che ha sostenuto di non essere a conoscenza del matrimonio e di aver agito esclusivamente per ragioni riorganizzative. Come ricostruito dal Corriere Adriatico, il Tribunale di Verona ha dichiarato nullo il provvedimento e disposto il reintegro immediato della lavoratrice.
La proposta di trasferimento e il licenziamento
La donna, assunta nel dicembre 2019 e passata a tempo indeterminato nel febbraio successivo, lavorava part-time nella filiale abruzzese. Il 18 giugno 2025 la società le comunica l’intenzione di chiudere quell’unità locale per esternalizzare la contabilità, proponendole il trasferimento nella sede principale di Povegliano Veronese a pari mansioni, inquadramento e stipendio. Dieci giorni dopo, il 28 giugno, la dipendente si sposa, presentando il 7 luglio formale richiesta per il congedo matrimoniale. L’azienda, sollecitando il trasferimento senza ricevere risposta, il 22 luglio firma il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, consegnato alla lavoratrice il 25 luglio: a esattamente 27 giorni dal matrimonio.







