Il costo dell’energia torna a mettere sotto pressione le imprese artigiane del Friuli Venezia Giulia. Dopo mesi già segnati da una forte instabilità dei prezzi, il giro di boa del 2026 consegna alle aziende nuovi rincari, con effetti particolarmente pesanti sui comparti che consumano più elettricità e gas.A lanciare l’allarme è Confartigianato Fvg, che registra nell’ultimo mese aumenti superiori al 10% delle bollette elettriche per le aziende della meccanica e della lavorazione del legno. Per il settore delle acconciature l’incremento sfiora invece il 9%.

In un anno rincari fino al 34% per l’elettricità

Il confronto con luglio 2025 restituisce un quadro ancora più pesante. In dodici mesi il costo dell’energia elettrica è aumentato del 30% per le imprese della meccanica, del 34,2% per quelle del legno e dell’8,7% per le attività di acconciatura. Ancora più marcato l’aumento del gas: tra luglio 2025 e luglio 2026 la bolletta è cresciuta del 53,2%.Numeri che, secondo Confartigianato, rischiano di incidere sulla capacità produttiva delle aziende e sulle prospettive per la seconda parte dell’anno, soprattutto in una fase internazionale ancora caratterizzata da forte incertezza sui mercati energetici.