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La vicenda giudiziaria che per anni ha coinvolto Mimmo Lucano, decine di amministratori locali e il dirigente regionale Salvatore Mazzeo si chiude con un ribaltamento totale: la Corte dei Conti ha dichiarato prescritta l’azione erariale e ha demolito nel merito l’impianto accusatorio che aveva portato a richieste di risarcimento per oltre 5 milioni di euro. La decisione arriva dopo l’archiviazione penale disposta dalla Procura di Catanzaro, che già aveva escluso qualsiasi ipotesi di reato. Anche davanti ai giudici contabili cade l’idea di un “sistema illecito” costruito attorno alla gestione dell’Emergenza Nord Africa 2011-2012, periodo in cui diversi comuni calabresi – tra cui Riace, Caulonia e Acquaformosa – avevano accolto i profughi provenienti dal Nord Africa.
La Corte dei Conti regionale aveva inizialmente contestato irregolarità negli affidamenti dei servizi di accoglienza, sostenendo che fossero stati riconosciuti compensi maggiorati e corrispettivi per posti letto non occupati. Da qui la richiesta di risarcimento: 780 mila euro solo per Lucano, oltre un milione per Riace, più di 337 mila euro per Caulonia, ulteriori importi per Acquaformosa e per le cooperative coinvolte.










