La Sezione seconda giurisdizionale centrale d’Appello della Corte dei Conti ha riformato integralmente la sentenza di primo grado relativa al presunto danno erariale legato alla gestione dei finanziamenti destinati all’accoglienza dei migranti in Calabria negli anni 2011 e 2012. Con la sentenza n. 129/2026, depositata il 6 agosto, i giudici hanno accolto gli appelli riuniti, dichiarando prescritta l’azione di responsabilità amministrativa promossa dalla Procura contabile. Tra gli appellanti figurano anche Domenico “Mimmo” Lucano, Giovanni Manoccio e Gennaro Capparelli.

La prescrizione al centro della decisione

La Corte ha stabilito che l’azione della Procura è stata esercitata oltre i termini di legge.Secondo i giudici, la Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso il soggetto attuatore dell’emergenza, era già nelle condizioni di conoscere i fatti ritenuti dannosi nel 2012, quando furono effettuati i pagamenti relativi ai progetti di accoglienza.Per questo motivo gli inviti a dedurre notificati tra aprile e giugno del 2021 sono stati ritenuti tardivi. Il collegio non ha inoltre ravvisato elementi tali da giustificare uno slittamento della decorrenza della prescrizione per effetto di un presunto occultamento doloso del danno.La Corte precisa che la decisione è fondata esclusivamente sulla prescrizione dell’azione e non entra nel merito delle contestazioni formulate originariamente dalla Procura.