Mimmo Lucano torna a indossare la fascia tricolore a Riace. Con un inatteso colpo di scena che ridisegna gli equilibri politici e giudiziari locali, la Corte d’Appello di Reggio Calabria ha sospeso l’efficacia esecutiva del provvedimento che ne aveva dichiarato la decadenza, restituendogli temporaneamente le funzioni di sindaco.
Non è l’epilogo di una vicenda processuale lunga e intricata, ma un passaggio decisivo che incide profondamente sulla vita del borgo calabrese, da anni simbolo internazionale dell’accoglienza. Il cuore della pronuncia, adottata dal collegio presieduto dalla dottoressa Patrizia Morabito, è l’accoglimento dell’istanza dei difensori, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta.
I giudici hanno ravvisato il “danno grave e irreparabile” che sarebbe derivato da una rimozione immediata del primo cittadino: non solo un vulnus personale, ma la rottura della continuità amministrativa, l’interruzione di rapporti istituzionali consolidati e, soprattutto, un colpo al mandato democratico conferito dagli elettori prima che la Cassazione si pronunci in via definitiva.
Lo stesso Lucano ha sottolineato come il pregiudizio maggiore avrebbe colpito Riace e il corretto funzionamento delle sue istituzioni.








