Riace, sospesa l’efficacia della decadenza del sindaco Mimmo Lucano. È stata ordinata dalla sezione civile della Corte d’appello reggina. In attesa della pronuncia definitiva della Cassazione torna a indossare la fascia da sindaco.
RIACE (REGGIO CALABRIA)- Domenico Lucano torna sindaco di Riace. Dopo due provvedimenti che hanno confermato la sua decadenza da primo cittadino del centro della Locride, già conosciuto per quello che veniva considerato un “modello” di accoglienza per i migranti, la sospensione dell’efficacia. Prima il Tribunale di Locri, poi la Corte d’appello di Reggio Calabria, la stessa Corte che ora ne ha ordinato la reintegra nella carica. La sospensione della decadenza del sindaco di Riace è stata ordinata dalla sezione civile della Corte d’appello reggina (presidente Patrizia Morabito, consigliere Natalino Sapone e consigliere relatore Federica Rende).
La causa vedeva come appellante Lucano, difeso dagli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, contro la Prefettura di Reggio Calabria, rappresentata e difesa dall’Avvocatura distrettuale dello Stato di Reggio Calabria.
LA CONDANNA, IL RICORSO IN CASSAZIONE E IL RISCHIO DI UN DANNO IRREPARABILE
L’istanza era stata presentata dai difensori di Lucano per la sospensione dell’esecuzione della sentenza del della fine dello scorso mese di aprile, con la quale la Corte d’Appello aveva rigettato l’appello proposto e aveva confermato la decadenza dalla carica di Sindaco del Comune di Riace, disposta precedentemente dai giudici di Locri, in applicazione della Legge Severino sull’incandidabilità, a conclusione del processo Xenia sulla gestione dei progetti di accoglienza dei migranti a Riace. Lucano è stato condannato a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, per un reato di falso in atto pubblico.










