Non c’era un palco né un programma, e non c’era nemmeno il tempo per organizzare una vera serata. C’era però la voglia di ritrovarsi e salutare Francesco Guccini nel modo più spontaneo: cantando le sue canzoni. Così, nel giro di poche ore, un tam tam tra amici, musicisti e appassionati ha portato una cinquantina di persone nel cortile dell’Arci di Triulza, a Codogno. L’iniziativa è nata da Filorosso e l’ha subito sottoscritta Anpi Codogno.

L’appello ha coinvolto gente anche da fuori città, riunita attorno a quattro chitarre nel caldo venerdì di agosto. Un incontro diventato rapidamente un momento collettivo di ricordo. A contribuire alla serata sono stati Diana Medri, Matteo Idini e Marco Comanù dei Tesmoforie, Stefano Idini degli High School Riot e Roberto Garioni. La loro musica ha accompagnato una serata informale con le canzoni a prendere il posto di qualsiasi cerimonia.

Perché Guccini è stato molto più di un cantautore, una voce capace di raccontare persone, luoghi, passioni e inquietudini ma anche di creare un senso di comunità. La sua musica appartiene a chi l’ha ascoltata da ragazzo e a chi l’ha scoperta più tardi, passando di generazione in generazione. Non servivano scenografie né amplificazioni. Bastavano le chitarre, le voci e la voglia di stare insieme. Le canzoni hanno fatto il resto, riportando alla memoria storie e parole che hanno accompagnato intere vite. Tra un brano e l’altro l’omaggio spontaneo è diventato collettivo.