Un uomo dalla forma essenziale, sospeso tra la memoria dell’acqua e la presenza della luce. È questo il nucleo di ‘Il fuoco incontra l’acqua’, la nuova opera di Carlo Bacci presentata a Tellaro nell’ambito della rassegna ‘Dieci’, ideata da Guido Ferrari. Il progetto sarà ospitato al Fourteenartellaro fino al 30 agosto, con l’apertura prevista stasera alle 22. L’opera nasce attorno all’archetipo dell’’uomo e pesce’, figura che attraversa mitologia, filosofia e letteratura come simbolo del rapporto originario tra essere umano e natura. Nel percorso concettuale sviluppato da Bacci, questa fusione dà vita all’’uomo-forma’, una presenza che richiama le origini della vita nell’acqua e il legame profondo con l’elemento liquido. Come spiega il curatore Paolo Cozzani, "l’osmosi uomo e pesce dalla quale nasce l’uomo-forma rappresenta la nostra origine comune, il legame biologico e spirituale con l’elemento liquido e il grembo materno della Terra".

Un’immagine che si collega anche alle figure mitologiche di tritoni e sirene, creature poste tra il mondo terrestre e quello delle profondità marine. Nella scultura di Bacci il tema dell’acqua incontra quello della luce. Dopo anni di ricerca, lavoro e ripensamenti, l’artista arriva a una figura ridotta all’essenziale: un uomo-forma eretto, fiero e totemico, costruito attraverso un processo di sottrazione che elimina il superfluo per arrivare alla struttura primaria dell’immagine. "Abstrahere, levare, togliere, concettualizzare": è questo il percorso indicato da Cozzani per descrivere la nascita di una forma che concentra materia e simbolo. La scultura di Bacci si muove così tra archeologia dell’immaginario e ricerca contemporanea, affidando alla luce il compito di rendere visibile ciò che appartiene alla memoria più profonda dell’essere umano.