La materia minerale si fa respiro: la mostra ‘L’eterno è ora’ di Roberto Rocchi, che inaugura oggi alle 19 nello spazio Fourteenartellaro in piazza Figoli 14 a Tellaro, indaga il punto di fusione tra la staticità del marmo e la dinamica effimera della luce. Curata da Paolo Asti nell’ambito della rassegna ‘Dieci’ di Guido Ferrari, l’esposizione rimarrà aperta fino a domenica 26 luglio. Lo scultore toscano, attivo nel solco della grande tradizione plastica di Carrara, approccia la pietra riducendola a fogli sottili, quasi fossero tessuti. L’opera che dà il titolo all’intera personale integra sapientemente marmo di Thassos, bronzo e led, innescando un dialogo tra l’essere e la sua manifestazione luminosa. "L’opera arde dell’anima del suo essere, la luce; dissolvendosi davanti alla pietra, ci rammenta l’illusione del vivere", spiega Asti. Il risultato è un invito a una connessione profonda con l’osservatore. "Rocchi realizza un’opera manufatto che è un’espressione frutto di una progettualità complessa in cui si manifesta il presente in una dimensione che, grazie all’arte, crea una relazione tra uomo (essere appunto) e società, senza alcuna precodificazione, così da stupirci fin dal primo sguardo. Un’idea quella dell’artista, piantata solidamente in un percorso scientifico che, anche nell’incontro con generazioni di giovani, dato dall’insegnamento accademico, ha trovato nella contemporaneità il rinnovarsi della tradizione plastica di Carrara dove ha scelto di vivere e insegnare, all’ombra delle montagne scavate in cave". Tutto questo senza rinunciare all’intenzione che racchiude l’arte che, come sostiene Rick Rubin, è una connessione profonda tra l’artista e il pubblico.