ATorino in questi giorni basta alzare lo sguardo per capire che l’arte non dorme mai. Con il ritorno delle Luci d’Artista, accese venerdì scorso, la città si riempie di bagliori, costellazioni e percorsi luminosi che trasformano le notti in un grande palcoscenico.
Simbolo duraturo dell’arte torinese, “Il volo dei numeri” di Mario Merz: la sequenza di Fibonacci in neon rosso sulla cupola della Mole Antonelliana che da venticinque anni racconta la crescita e l’energia della vita, spegnendosi solo per la celebrazione dei grandi eventi cittadini.
Lunedì sera però la Mole ha cambiato abito e si è colorata di blu, con il logo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, per festeggiare i trent’anni della Fondazione e l’apertura della grande mostra “News from the Near Future”, inaugurata ieri sera.
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Una coincidenza che ha acceso la curiosità di molti e ha spinto Beatrice Merz, presidente della Fondazione Merz e figlia di Mario, a condividere una riflessione su Instagram: «Sono rimasta un po’ stupita che con le Luci d’Artista appena inaugurate spegnessero i numeri di Mario Merz. Solitamente, quando ci sono grandi eventi della città, so che verranno spenti: questa volta non me lo aspettavo. Detto questo, sono felice per il traguardo della Fondazione Sandretto, a cui faccio i miei migliori auguri».






