Se si dovesse giudicare dall’ultima settimana, nessuno scommetterebbe un euro sul fatto che Italia e Spagna siano entrambe membri dell’Unione europea e convinte alleate nella Nato. La situazione già complicata, ieri ha avuto un’accelerazione inaspettata e dalla mezzanotte di oggi, sabato 8 agosto, gli italiani diretti in Spagna saranno sottoposti a controlli alla frontiera.

È toccato al governo Sánchez aprire le danze in una giornata dai tratti surreali, con un vero e proprio ultimatum affidato a una durissima nota ufficiale emessa in mattinata, nella quale si «esortava», ma al dire il vero si intimava all’esecutivo di Giorgia Meloni di «porre fine ai controlli e a trattare gli spagnoli come tutti gli altri cittadini europei», per poi avvertire che se non fosse accaduto entro domani, 9 agosto, la Spagna sarebbe stata «costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini».

Eravamo rimasti che dopo l’invasione da parte di migliaia di marocchini di Ceuta, l’exclave spagnola in terra africana, il governo italiano aveva deciso di sospendere gli accordi di Schengen con la nazione iberica. Cioè, aveva introdotto dei controlli alla frontiera per chi provenisse dalla Spagna e questo mentre Pedro Sánchez si trovava ancora alle prese con l’emergenza. Una decisione mal digerita in Spagna, criticata da molti come presa a fini esclusivamente elettorali, ma sostenuta dalla Danimarca e che, insomma, aveva spaccato i governi dell’Unione europea, fino al tentativo di provare a trovare una linea comune sulla questione migratoria (ripresentatasi all’improvviso in maniera così virulenta) con il Consiglio dei ministri dell’Interno convocato in tutta fretta il 4 agosto.