di Giacomo Amadorivenerdì 7 agosto 20266' di letturaLa vendita del Grand hotel Plaza, dopo lo scoop di Libero sul coinvolgimento nelle trattative di Paolo Zampolli, amico ed emissario di Donald Trump, ha acceso il dibattito politico. Giuseppe Conte, improvvisato agente immobiliare, avrebbe parlato dell’albergo con l’imprenditore italo-americano a fine marzo, come rivelato dal nostro giornale, ma l’affare non si sarebbe ancora concluso. Intanto abbiamo scoperto che l’albergo è stato interessato da cinque distinte iscrizioni ipotecarie promosse dall’Agenzia delle entrate-riscossione tra settembre 2022 e ottobre 2025. Le sole formalità del 2025 fanno riferimento a crediti per complessivi 7,8 milioni e ipoteche per 15,7. Il totale dei crediti riportati nei titoli al momento delle rispettive iscrizioni è di 16,8 milioni, ma questa cifra non può essere considerata automaticamente come debito ancora integralmente dovuto. Pagamenti, rateizzazioni, sgravi, sospensioni o cancellazioni intervenuti in seguito non sono verificabili attraverso le sole copie da noi esaminate.PARLA ZAMPOLLI
Di certo Zampolli non sapeva di queste iscrizioni e a Libero dice: «L’acquisto deve essere, come diciamo negli Usa, “clean title”. Io o un mio cliente non siamo disposti ad accollarci questi costi ulteriori. La mia offerta resta di 299 milioni. Ho chiesto, in queste ore, a un mio amico interessato all’affare se sia disponibile ad aumentare l’offerta. Ma di certo la richiesta di 325 milioni è a mio parere eccessiva. Anche perché per rimettere a posto il Plaza servirebbero altri 100 milioni. Non puoi pagare un 5 stelle queste cifre, più di 2 milioni a camera, anche in considerazione della chiusura forzata per la ristrutturazione di minimo due anni».Plaza a parte, le società della famiglia Paladino sono un pozzo di sorprese. Adesso, per la seconda volta in pochi mesi, la holding ha deciso una fusione per incorporazione. E come società contenitore per altre quattro srl (il magnifico quintetto nel 2025 ha accumulato circa 10 milioni di rosso) è stata scelta l’Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio, la capofila del gruppo, messa in liquidazione a febbraio. E già questa è una stranezza. Tra le società che dovrebbero venire accorpate c’è l’Immobiliare di Roma Splendido, che possiede l’hotel Plaza e gli immobili in cui hanno casa e ufficio Conte e la compagna Olivia. Qui a pagare gli affitti, come abbiamo scritto ieri, sarebbe la Unione esercizi alberghieri di lusso srl che, negli anni, ha accumulato 30 milioni di debiti tributari. Dentro all’Agricola dovrebbero finire anche l’Agricola Andromeda e altre due società, di cui parleremo più diffusamente tra poco: l’Archimede immobiliare e la Colle Rao, coinvolte in una curiosa operazione di restyling contabile.L’ultimo bilancio ufficiale dell’«incorporante» Agricola risale al 2024 ed è stato approvato solo nel febbraio 2026, ben oltre, quindi, i termini di legge e statutari senza che ne sia stata data spiegazione né nella nota integrativa, né in sede assembleare. Nel bilancio è evidenziata una perdita di 591.000 euro, che insieme a quelle degli anni precedenti portano il conto a oltre 14,7 milioni, compensate dalle rivalutazioni sui cespiti che non è chiaro quando siano state realizzate e che sarebbero «conseguenti all’applicazione» di «leggi speciali» che negli atti non vengono riportate.Nel bilancio del 2024 viene anche rimarcata «la necessità della messa in liquidazione» della Agricola, che, però, avviene solo il 12 febbraio 2026. Pure questa società ha qualche pendenza con il Fisco. Per esempio vengono evidenziati debiti tributari per quasi 1,7 milioni, di cui 1,5 che scadevano nel 2025. Al momento non è dato di sapere se siano stati pagati.L'auto-elogio di Giuseppe Conte: quasi cinque ore di comizioSi era, come giusto, preparato il discorso, un comizio di cinque ore leggendo gli appunti. E quando il gioco si è...QUOTE PER DODICI MILIONI









