«L’incendio fa paura, ma ora voglio tornare a casa». Agostino Tolentino ha 91 anni ed è tra coloro che hanno dovuto abbandonare la propria casa a Desertetto, una manciata di case a 1.080 metri di altitudine, minacciate dalle fiamme che da una settimana bruciano la Valle Gesso nelle alture sopra Valdieri. Agostino parla dal presidio allestito all’altezza del distributore di benzina del paese: vive da solo, racconta, ma da ieri si è ritrovato a Villa Marsiglia, ospite del Comune di Valdieri in attesa che la minaccia cessi definitivamente. «In passato ci sono stati altri incendi – racconta – ma questo sta durando molto». Sono un centinaio le persone portate via ieri da Desertetto, la maggior parte dei quali turisti e villeggianti che hanno trovato ospitalità presso amici e parenti in valle. Tra loro anche un gruppo di scout. L’operazione è iniziata intorno alle 17 e non ci sono certezze su quando i pochi residenti sfollati – tra cui Agostino – potranno tornare nelle loro abitazioni. 90 ettari di terra colpita Il rogo, infatti, non accenna ad arretrare. «Siamo purtroppo giunti al settimo giorno consecutivo di emergenza sul nostro territorio – afferma il sindaco di Valdieri Guido Giordana –. Le fiamme continuano a colpire senza sosta il Monte Piastra, con un’estensione del fronte che ha ormai superato i 90 ettari di terra colpita». Le operazioni sono ripartite all’alba con l’arrivo di un elicottero e le squadre dei vigili del fuoco, dei volontari Aib e delle Aree protette Alpi Marittime. El Desert Desertetto deriva da El Desert in piemontese. Una borgata che è un classico esempio di comunità alpina d'alta quota, legata all'economia pastorale, alle tradizioni occitane. Nei primi del Novecento la massima espansione, con circa 300 abitanti. Una vita quotidiana legata all'allevamento bovino, produzione di formaggi, coltivazione della segale e raccolta della legna. Poi la Seconda guerra mondiale che priva le vallate della sua “meglio gioventù”, il boom economico con l’arrivo delle fabbriche in pianura e l’esodo dalla montagna. Oggi ci abitano tutto l'anno una manciata di residenti. Diventano un centinaio in estate tra turisti e villeggianti. Punto di partenza di escursioni in montagna. Il nome “Desertetto” fa riferimento proprio alla natura isolata e selvaggia della conca dove sorge la borgata, riparata dai venti ma distante dal fondovalle. La frazione isolata L’amministrazione comunale ricorda inoltre che, per ordinanza provinciale, la strada che conduce da San Lorenzo verso la frazione di Desertetto è completamente chiusa al transito. Non è possibile accedere in alcun modo alla frazione. Si prega di non tentare il passaggio per non intralciare i mezzi di soccorso e per la vostra sicurezza. «Per chiunque avesse necessità – conclude il primo cittadino – ricordiamo che è disponibile Villa Marsiglia, struttura attrezzata con camere da letto e bagni per ospitare i residenti, qualora la situazione dovesse protrarsi anche per la notte a venire».
Incendio a Valdieri, 90 ettari di bosco bruciati. Sfollata la borgata di Desertetto
Tra gli abitanti e i villeggianti evacuati anche Agostino Tolentino di 91 anni: «Vivo da solo su questa montagna, voglio solo tornare a casa»












