Un passo fondamentale verso la realizzazione dell’opera più strategica d’Europa. Il Ponte sullo Stretto di Messina ha incassato l’ennesimo via libera decisivo, confermando come l’esecutivo stia procedendo a passi spediti verso la cantierizzazione di un’infrastruttura da 13,5 miliardi, volano di rilancio per l’intera economia del Mezzogiorno. L’ufficialità è arrivata con una nota del dicastero di Porta Pia: «Oggi alle 16.30 si è conclusa l’assemblea generale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, convocata per esaminare e discutere del Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, che con voto unanime ha dato il via libera alla successiva fase della progettazione esecutiva». Dovrebbe trattarsi di un via libera con «prescrizioni», ossia condizionato al rispetto di modifiche e correttivi tecnici. Un passaggio che spazza via ogni dubbio e apre la strada alla delibera Cipess e al successivo controllo della Corte dei Conti. Il parere dell’organo consultivo del Mit arriva dopo che il Consiglio dei ministri ha approvato la delibera Iropi (Imperative Reasons of Overriding Public Interest), con cui ha dichiarato che il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia risponde a «motivi imperativi di rilevante interesse pubblico», un passaggio previsto dalla direttiva europea Habitat per le opere che incidono su siti della rete Natura 2000.Soddisfazione è stata espressa da Pietro Ciucci, ad della società Stretto di Messina: «Accolgo con piacere il parere tecnico espresso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che fa seguito a una lunga e approfondita istruttoria. Adesso esamineremo con i nostri tecnici e progettisti le osservazioni che accompagnano il parere, per fornire una pronta risposta tecnica in vista della trasmissione al Cipess». Sul valore strategico si è espresso anche il governatore calabrese Roberto Occhiuto: «Il Ponte sullo Stretto sarebbe un grandissimo attrattore di sviluppo per la Calabria e la Sicilia. Avremmo tutti gli occhi del mondo puntati sulle città di Reggio e Messina. Sarebbe un peccato sprecare questa occasione. Mi auguro che possano partire presto i lavori».Non potevano però mancare i cavilli del fronte del no a prescindere. La galassia ambientalista - Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e Wwf Italia - è tornata a fare la voce grossa contestando l’accelerazione procedurale, l’approvazione dell’Iropi e lamentando presunti problemi sismici o di costi. Secondo le sigle ecologiste resta il rischio che «questioni tecniche ancora aperte vengano affrontate quando l’appalto è già stato affidato». Un allarmismo già visto, studiato per far perdere tempo prezioso al Paese. A fare da contorno, la trasferta dei soliti gruppi no-Tav, scesi dal Nord per tentare di fare casino tra le coste calabresi e siciliane. Ma il treno della modernizzazione ormai è partito: l’unanimità del Consiglio Superiore certifica cla bontà del progetto che trasformerà il Mezzogiorno, lasciando alle spalle le polemiche pretestuose dell’estremismo ideologico.
Ponte, via libera dei tecnici del Mit. Un altro schiaffo agli ecotalebani
Ok del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. La palla passa al Cipess. Il fronte ambientalista resta al palo













