Un passaggio importante, ma non ancora definitivo per il Ponte sullo Stretto di Messina. Mercoledì 6 agosto il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha approvato il progetto definitivo dell’infrastruttura da 13,5 miliardi di euro, che punta a collegare la Sicilia alla Calabria entro il 2032. Il via libera alla dichiarazione di pubblica utilità è arrivato al termine di una riunione iniziata alle 12.30 a Roma, presieduta dal Presidente del Consiglio e con la partecipazione del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. L'approvazione rappresenta un momento decisivo per l'opera, mai arrivata prima a questo livello di definizione progettuale nonostante se ne parli da oltre cinquant'anni. Con una campata unica di 3,3 chilometri, diventerà il ponte sospeso più lungo al mondo, superando l’attuale primato del ponte turco sui Dardanelli.A cosa serviva l'approvazione del Cipess?Il passaggio attraverso il Cipess costituiva un un passaggio obbligato per rendere il progetto effettivamente realizzabile sul piano operativo. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile rappresenta infatti l'organismo che coordina la politica economica nazionale con l'Unione europea e approva i grandi progetti infrastrutturali del paese. Senza questo via libera, la società Stretto di Messina non avrebbe potuto procedere con nessuna attività operativa sul territorio, né avviare le procedure di esproprio necessarie per liberare le aree di cantiere che interesseranno oltre 500 famiglie tra Sicilia e Calabria.La delibera del Cipess attiva infatti la “dichiarazione di pubblica utilità dell'opera”, strumento giuridico che consente allo Stato di acquisire i terreni privati necessari alla realizzazione dell'infrastruttura. Il progetto definitivo approvato comprende non solo il ponte principale ma anche 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari, di cui l'80% in galleria, e una nuova metropolitana dello Stretto con tre fermate sul versante messinese. L'investimento complessivo di 13,5 miliardi è stato interamente coperto dalla Legge di Bilancio 2025 e dall'aumento di capitale della Stretto di Messina sottoscritto nel 2023, eliminando così uno dei principali ostacoli che aveva bloccato i precedenti tentativi di realizzazione.Il percorso autorizzativo non si conclude con il Cipess. La delibera dovrà ora passare al vaglio della Corte dei conti per la registrazione, procedura che secondo fonti vicine al dossier richiederà alcune settimane. Solo dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista entro la fine dell'estate, il provvedimento diventerà pienamente efficace. Nel frattempo resta aperta la questione della faglia di Cannitello sotto il pilone calabrese: a settembre 2024 i documenti progettuali depositati dalla stessa società Stretto di Messina mostravano il profilo della faglia definendola "certa", anche se la società sostiene che non sia attiva né capace di generare terremoti. La questione ha portato a gennaio 2025 il deputato Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra a sollevare il caso in Parlamento durante il question time. Rimangono aperti anche i ricorsi per questioni ambientali presentati alla Commissione europea da Wwf, Lipu, Legambiente e Greenpeace.Il cronoprogrammaL'avvio dei cantieri propriamente detti del Ponte sullo Stretto di Messina dovrebbe avvenire nelle prossime settimane, dopo anni di annunci del ministro Salvini che prometteva l'apertura imminente dei lavori. A marzo 2025 il Ceo di Webuild Pietro Salini aveva indicato fine aprile come data di inizio, termine poi slittato. Il cronoprogramma prevede innanzitutto l'avvio delle opere propedeutiche: bonifiche belliche, indagini archeologiche preventive e sondaggi geologici supplementari nelle aree dove sorgeranno i piloni alti 399 metri. Queste attività preliminari, che potranno partire già dalle prossime settimane, serviranno a verificare la compatibilità del progetto con le caratteristiche del terreno.Parallelamente partiranno le procedure di esproprio per l'acquisizione dei terreni, fase particolarmente delicata che interesserà proprietà private per un'estensione complessiva di diversi chilometri quadrati. La società dovrà negoziare con oltre 500 famiglie tra Villa San Giovanni e la zona nord di Messina, molte delle quali hanno già annunciato resistenza legale. Il consorzio Eurolink, guidato dalla italiana Webuild insieme alla spagnola Sacyr e alla giapponese Ihi Corporation, nel frattempo dovrà completare la progettazione esecutiva di dettaglio.A maggio 2025 Salvini aveva assicurato che i lavori strutturali sarebbero iniziati entro l'estate, ma con l'approvazione del Cipess arrivata solo oggi gli scavi per le fondazioni potranno partire solo dopo il completamento delle verifiche preliminari. La fase di costruzione durerà circa sette anni secondo le stime del governo, portando all'apertura del ponte nel 2032. Il cantiere mobiliterà fino a 36.700 posti di lavoro stabili e genererà un contributo al Pil nazionale di 23,1 miliardi di euro.
Il Cipess ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina con un costo di 13,5 miliardi
Il comitato interministeriale dà il via libera all'opera che punta ad essere ultimata entro il 2032. L'iter burocratico prosegue ora verso la Corte dei conti prima dell'avvio delle opere propedeutiche previste dopo l'estate










