La Cina esporta sempre più server, computer e componenti destinati all'intelligenza artificiale. Una parte dei suoi giovani lavoratori divide invece la stanza e, nei casi più estremi, perfino il letto per riuscire a pagare l'affitto nelle grandi città. Sono due immagini della stessa economia. La prima racconta il successo della strategia industriale di Xi Jinping. La seconda ricorda quanto quel successo fatichi ancora a tradursi in maggiore sicurezza economica per una parte della popolazione.

La spinta del commercio estero I dati di luglio confermano che il motore dell'economia cinese continua a essere il commercio estero. Le esportazioni sono aumentate del 23,9% rispetto a un anno fa, mentre le importazioni sono cresciute del 27,5%, ben oltre i ritmi registrati dalle principali economie mondiali. Il risultato arriva in un momento in cui la domanda globale di infrastrutture per l'intelligenza artificiale continua ad accelerare e rafforza il ruolo della Cina come principale piattaforma manifatturiera dei prodotti necessari a sostenere questa trasformazione tecnologica. Il boom dell'hardware e dell'IA A trainare la crescita non sono soltanto le esportazioni tradizionali. La corsa mondiale allo sviluppo dell'intelligenza artificiale ha aumentato la richiesta di apparecchiature per l'elaborazione dei dati, computer, server e componentistica elettronica prodotti in Cina. Nei primi sette mesi dell'anno le spedizioni all'estero di computer e componenti collegati sono aumentate del 45,2%, uno dei dati più significativi dell'intero commercio estero cinese.