Caro direttore, il dibattito sul futuro dello stadio Maradona sembra finalmente arrivato a una svolta. Ma, ancora una volta, prevale l’impressione di una città costretta a mettere toppe su scelte vecchie, senza decidere quale sviluppo voglia davvero perseguire.
Napoli è Capitale europea dello sport 2026, con oltre cento iniziative annunciate e alcuni appuntamenti internazionali, tra cui i Campionati europei di scherma del 1º ottobre al PalaVesuvio di Ponticelli.
Nonostante il titolo di Capitale europea dello sport, Napoli non dispone ancora di un progetto comunale approvato e cantierabile per un nuovo grande palasport. Esistono l’ipotesi privata di AreNapoli a Gianturco e finanziamenti per recuperare strutture esistenti, ma non ancora una risposta certa alla mancanza di un’arena moderna di livello nazionale. I giovani schermidori napoletani, espressione di una scuola di rilievo mondiale, si allenano ancora in locali inadeguati; il torneo Atp 250 viene ospitato in una struttura provvisoria sul lungomare, celebrata come arena straordinaria quando è, più semplicemente, una soluzione d’emergenza. Salta in particolare agli occhi, anche dopo aver visto le Atp Finals 2023 di Torino, l’assenza di un palasport degno di questo nome.












