Pubblicato il: 07/08/2026 – 11:03

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Un centro operativo a Messina, ma uomini, mezzi e imprese da muovere anche sull’altra sponda dello Stretto. Dai lavori per l’efficientamento energetico del Cedir di Reggio Calabria all’impresa di San Giovanni in Fiore impegnata nella manutenzione dei cavalcavia dell’autostrada Messina-Catania. È la «struttura nostra» descritta dall’ingegnere Domenico Logozzo (cl. ’66), finito agli arresti domiciliari in una conversazione intercettata e ricostruita nell’ordinanza del gip di Messina che ha portato all’applicazione di dodici misure cautelari. Un’organizzazione aziendale “ombra” che, secondo il giudice, avrebbe consentito a Francesco “Franco” Scirocco (cl. ’65), finito ai domiciliari, di controllare numerosi appalti pubblici, pur restando dietro le imprese formalmente aggiudicatarie o incaricate dell’esecuzione dei lavori. Dal 2021 al 2024, sostiene il gip, il gruppo si sarebbe stabilmente dedicato a subappalti non autorizzati, frodi e operazioni di riciclaggio connesse agli appalti, muovendosi anche fuori dalla provincia di Messina.

«La facciamo noi con la struttura nostra»

La rappresentazione più chiara del sistema arriva il 7 giugno 2023. Logozzo discute con un imprenditore della possibilità di eseguire nuovi lavori e rivendica la disponibilità di un’organizzazione già operativa. «La facciamo noi con la struttura nostra», afferma. Per assumere concretamente la commessa, spiega di potersi appoggiare alla Cosmo o all’Ambra Med: «Ce l’abbiamo con un sacco di aziende, collaboriamo». Quando l’interlocutore cerca di capire chi avrebbe realmente diretto le attività, Logozzo chiarisce ulteriormente i rapporti interni: «Franco coordina i lavori», mentre uomini, mezzi e coperture societarie sarebbero stati forniti attraverso le imprese gravitanti attorno al gruppo.