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Sono in errore sia chi esulta per un via libera definitivo (che non c’è) sia chi banalizza e svilisce il passaggio importante avvenuto all’interno del massimo organo tecnico dello Stato, al termine di un esame, svolto da un centinaio di professionisti nel modo più approfondito possibile e durato, quotidianamente, dal mese di marzo a ieri.
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso, al termine dell’Assemblea generale del 6 agosto – a distanza esattamente di un anno dall’approvazione della prima delibera Cipess, quella del 6 agosto 2025 – il suo parere tecnico sul Ponte sullo Stretto, confermando sostanzialmente «la solidità della base progettuale» ma inserendo anche centinaia di prescrizioni e raccomandazioni, molte delle quali diventano, di fatto, una “precondizione” per andare avanti con la progettazione esecutiva.
«Il via libera del Consiglio superiore dei lavori pubblici rappresenta uno dei passaggi tecnici più importanti nella lunga storia del Ponte sullo Stretto di Messina – spiega bene l’ingegnere Andrea Dari, direttore di “InGenio”, la rivista nazionale della mobilità e delle infrastrutture –. A un anno dall'approvazione del progetto definitivo da parte del Cipess, il massimo organo tecnico consultivo dello Stato conferma la validità dell'impostazione progettuale, affiancandola però a un articolato sistema di prescrizioni, verifiche e controlli. Il parere non si limita a esprimere un assenso formale, ma definisce una vera e propria “roadmap” tecnico-scientifica che accompagnerà l'opera dalla progettazione esecutiva fino alla costruzione e alla gestione. Un contributo che rafforza il percorso autorizzativo e offre al Governo e al Cipess un quadro tecnico aggiornato per affrontare una delle infrastrutture più ambiziose mai progettate a livello mondiale».










