La nascita della grande opera di collegamento stabile tra Calabria e Sicilia non rappresenta soltanto una sfida ingegneristica e infrastrutturale di portata internazionale, ma si configura come un vero e proprio manifesto di riscatto sociale ed economico per l’intero Mezzogiorno. Nel corso di una visita istituzionale presso il mercato di largo Botteghelle a Reggio Calabria, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché vicepremier, Matteo Salvini, ha voluto ridefinire il perimetro del dibattito attorno al Ponte sullo Stretto, elevandolo a strumento primario di contrasto alla criminalità organizzata attraverso la creazione di occupazione legale e lo sviluppo del territorio.

Il lavoro come barriera contro la criminalità organizzata

L’analisi del titolare del dicastero di Porta Pia si concentra sulla correlazione diretta tra l’assenza di opportunità economiche e la permeabilità del tessuto sociale nei confronti delle consorterie criminali. Nei territori storicamente penalizzati dalla carenza di investimenti strutturali, l’apertura di un grande polo occupazionale viene indicata dal governo come la via maestra per sottrarre manovalanza e consenso sociale ai clan della ‘ndrangheta.