Lamberto Boranga oggi ha 83 anni: era il portiere titolare nella squadra che, agli ordini di Marchioro, riuscì a conquistare l’accesso alla Coppa UefaLa scomparsa di Pippo Marchioro ha rattristato tutti gli amanti del calcio, in particolare nelle città dove il tecnico ha lasciato il segno come Como, Barletta, Reggio Emilia e soprattutto Cesena. Guidò la squadra di una piccola città alla conquista di un posto Uefa, il massimo traguardo raggiunto nella storia del Cavalluccio. In particolare ha rattristato chi di quella squadra fece parte, a cominciare da Lamberto Boranga, il ’suo’ portiere, 83 anni ben portati perché continua la professione di medico e a dedicarsi all’atletica come lunghista.
"Pippo per me è stato un padre, mi ha rigenerato, mi ha fatto tornare la voglia di giocare. Con Bersellini l’avevo persa, Eugenio non mi ’vedeva’, non mi dava fiducia. Ero a Cesena perché Mantovani si era fatto male, ma mi voleva vendere subito. Parlavo troppo ero esuberante e a lui quei tipi non andavano a genio".
Poi arrivò Marchioro e la situazione cambiò. "Mi ero iscritto a medicina, a 32 anni pensavo seriamente di smettere, invece Pippo mi trasformò in uno dei migliori portieri di quella serie A. Gli irraggiungibili erano Albertosi e Zoff, con gli altri me la giocavo, tutto merito di Pippo. Sono convinto che con lui non saremmo usciti col Magdeburgo".












