di

Beba Marsano

«Edonista

e permaloso, adorava il circo. Con Guttuso ci fu complicità. Marta Marzotto? Il suo alter ego»

Françoise Sagan alle sfilate di moda si addormentava sempre. Rimase sveglia solo a una. Quella parigina di Enrico Coveri del 1980, elettrizzata dalla carica adrenalinica di un colore portato in passerella con spregiudicata allegria dopo lunghe stagioni di collezioni in bianco e nero, come film del Neorealismo. Quelle creazioni a tinte forti, l’esuberante fantasia delle stampe, le cascate di paillettes detonarono come ordigni. E la Francia salutò il giovane stilista di Prato — primo italiano a sfilare ufficialmente a Parigi nel 1977 — come enfant prodige dell’italian style.