Il primo ricordo di sua madre Marta Marzotto?

«I suoi ceffoni con gli anelli tra le dita. Mia sorella era malata e io la innervosivo perché ero iperattiva. Peraltro lo sono rimasta: due anni fa sono andata in Antartide con l’Armada Argentina per un progetto fotografico e doveva vedermi mentre salivo e scendevo la scala dei gatti, a picco sull’Oceano».