«Vi racconto tutta la verità su mia madre. Adesso che lei non c’è più posso dire di non averla mai odiata, né combattuta. E di aver compreso le sue scelte». Dopo anni di silenzio, esce allo scoperto Sabrina Capucci, 63 anni, ospite a Torino della libreria Belgravia dove ha presentato la raccolta poetica di Roberto Rossi Precerutti. Figlia di Catherine Spaak (1945-2022) e dell’attore Fabrizio Capucci (1939-2024), lo zio Roberto è il famoso sarto romano: «Non uno stilista, ma un architetto delle stoffe», precisa la nipote. Un’eredità che si intreccia con rapporti familiari difficili, separazioni dolorose e lunghi silenzi. Sabrina venne affidata alla nonna paterna dopo che Catherine a 17 anni scappò dalla casa di Fabrizio portandola con sé. Oggi Sabrina Capucci è molto più del suo cognome: attrice con Luca Ronconi dopo l’Accademia d’arte drammatica di Roma, scrittrice (a breve verranno pubblicate le sue nuove liriche) e spiritual coach, donna che ha fatto della sua creatività uno strumento per leggere se stessa e il mondo. Vive in campagna, ad Amelia (Terni), e tra i libri si confida come mai prima. Cosa l’ha trattenuta dal parlare di sua madre in passato? «C’è una differenza tra me e lei che è passata inosservata, perché ognuno di noi ha una narrativa personale. Non ho mai associato il fatto di essere attrice al dover dare in pasto la mia vita al pubblico, cosa che invece lei ha fatto. Si sono scritte tante falsità sul nostro rapporto e io avevo due possibilità, o contrastarle o non dire nulla. Ho scelto la seconda, non ho voluto trascinarla in uno scontro, anche questa è una forma di amore».