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Il documento riservato che durante la sua audizione in commissione Covid l’ex premier Giuseppe Conte ha raccontato di aver depositato in Procura, dopo averlo ricevuto in una lettera anonima, e con i nomi oscurati, convinto di avere una mano di carte vincente è in realtà il più clamoroso degli autogol.

Secondo quanto risulta alla Verità, il documento di dieci pagine a cui ha fatto riferimento Conte sarebbe il verbale di una riunione riservata, che si è svolta il 14 aprile 2022, tra militari, componenti della ex struttura commissariale e Agenzia delle Dogane e dei monopoli, relativo alle mascherine fornite dalla JC-Electronics Italia srl. Secondo l’ex premier, leggendo il verbale emergerebbe che quelle della società, che l’opposizione ha più volte accusato di una vicinanza a Fratelli d’Italia, «non sarebbero mascherine che hanno un’efficacia filtrante».

Ma una sentenza civile del 2025, mai resa nota finora, non solo fa franare la ricostruzione fatta ieri da Conte a Palazzo San Macuto, ma mette anche una pietra tombale sul supposto trattamento di favore alla Jc da parte dell’attuale governo e sui reali motivi della transazione da circa 100 milioni di euro avvenuta il 31 ottobre 2025 tra la società di Dario Bianchi e Palazzo Chigi.