Si riapre il dossier sugli approvvigionamenti di dispositivi di protezione nella prima ondata della pandemia, con un nuovo, sviluppo sul piano giudiziario e politico. Alla Procura di Roma è stato infatti depositato un verbale anonimo di 10 pagine, datato 14 aprile 2022, che solleva gravi dubbi sulla conformità delle mascherine fornite dalla JC Electronics Italia s.r.l.
A presentarlo è stato l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, oggi componente della Commissione parlamentare Covid, gesto che ha innescato la dura reazione della maggioranza e riacceso i riflettori su un contenzioso milionario a carico dello Stato.
Nel marzo 2020, nel pieno della fase più critica, il Dipartimento della Protezione civile affidò a JC Electronics Italia s.r.l. una commessa per la fornitura di dispositivi di protezione individuale; l’incarico fu poi trasferito nell’aprile successivo alla struttura del Commissario straordinario. A distanza di anni, quella gestione emergenziale ha prodotto esiti pesanti per l’erario: con la sentenza n. 17025/2024, pubblicata il 7 novembre 2024, il Tribunale di Roma ha condannato la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero della Salute a corrispondere alla società 203.012.065,34 euro, oltre interessi, rivalutazione e spese.










