L’attesa e più volte rinviataaudizione in Commissione Covid di Giuseppe Conte è appena iniziata quando l’ex presidente del Consiglio inizia a sfogliare le pagine di un documento. Dice di avere già consegnato tutto lunedì, appena entrato in possesso, alla Procura di Roma e chiede al presidente di acquisirlo agli atti. Si tratta, spiega il leader del Movimento 5 stelle, di un “documento del 2022”, un verbale riguardante le mascherine della JC Electronics da lui ricevuto “in forma anonima”. “È di interesse pubblico se sono stati pagati 100 milioni che possono essere il corrispettivo di mascherine contraffatte“, attacca Conte.

Ma di cosa si tratta? La società citata da Conte è quella di Dario Bianchi, l’imprenditore divenuto – nei mesi scorsi – il principale accusatore della gestione della pandemia proprio nelle audizioni in commissione Covid e frequentatore di diverse manifestazioni organizzate da Fratelli d’Italia. Società protagonista di un contenzioso legale sulla fornitura di mascherine durante la pandemia. Fornitura bloccata, con risoluzione contrattuale, dalla struttura commissariale che avrebbe ritenuto quei dispositivi non a norma. La società di Bianchi ha fatto però causa allo Stato: in primo grado, la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute sono stati condannati al pagamento di 203 milioni di euro oltre a interessi di mora. Ma prima dell’appello, il governo Meloni – a ottobre del 2025 – ha sottoscritto una transazione con la JC Electronics: 100 milioni per chiudere la vicenda (con il parere positivo dell’Avvocatura dello Stato).