Dopo una lunga serie di rinvii, l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è presentato davanti alla commissione d'inchiesta sul Covid, da lui subito etichettata come un "plotone d'esecuzione".
L'audizione, protrattasi per oltre cinque ore, si è trasformata in un duro confronto politico, con l'ex premier deciso a ribaltare le carte fin dalle prime battute.
Conte ha infatti sfoderato una mossa inattesa: l'annuncio di aver depositato presso la Procura di Roma un plico ricevuto in forma anonima. Si tratta di un verbale del 2022 che, secondo la sua ricostruzione, aprirebbe nuovi e inquietanti interrogativi sulla fornitura di mascherine da parte della Jc Electronics.
Per "coscienza civica", ha spiegato, ha ritenuto doveroso trasmettere gli atti ai magistrati per fare luce sulla transazione dello scorso ottobre, con cui Palazzo Chigi e il Ministero della Salute hanno chiuso il contenzioso con la società riconoscendole circa 100 milioni di euro.
"Come si fa a dare 100 milioni a Jc Electronics prima del giudizio cautelare? Non avete trovato sei milioni per le mammografie", ha incalzato replicando alla deputata di Fratelli d'Italia Alice Buonguerrieri.










