Milano, 6 ago. (askanews) – Tre ore di relazione, due ore di domande da parte dei commissari. Il Conte-day in commissione Covid occupa tutto il pomeriggio, nel palazzo di San Macuto che ospita le Bicamerali. E si apre con il colpo di scena orchestrato dall’ex premier: un documento “ricevuto in forma anonima” sul caso delle mascherine della JC Electronics, che Conte consegna ai commissari e che già lunedi scorso ha portato alla Procura di Roma. Un documento che però – ribatte la società – non è una novità, rivendicando che la conformità delle mascherine fornite sia stata già accertata dalle autorità competenti.

Fatto sta che Conte sceglie il contrattacco, e insiste – anche rispondendo alle domande dei commissari – sulla transazione da 100 milioni ‘chiusa’ recentemente e che il centrosinistra da tempo contesta al governo in carica: “Ho l’obbligo di diffidare la presidenza del Consiglio, costituita in giudizio, che ha avuto la responsabiità di indirizzare l’Avvocatura dello Stato. Come è possibile che si realizza la follia che in attesa di un giudizio cautelare lo Stato non aspetta e liquida in fretta e furia 100 milioni a un imprenditore che ne fattura 4, quando per settimane non avete trovato 6 milioni per le mammografie…”. Insomma, “ho l’obbligo di segnalare al ministero della Salute e alla presidenza del Consiglio che c’è da approfondire parecchio” perchè “è di interesse pubblico se sono stati pagati 100 milioni che possono essere il corrispettivo di mascherine contraffatte. Una transazione da 100 milioni senza aspettare il giudizio cautelare è una assurdità giuridica ed economica, sotto ogni punto di vista”.