«Siamo al mattino e la sera è ancora lontana, ma se il buongiorno è questo...». Urbano Cairo non aveva ancora visto il suo Toro dal vivo e, dopo l’amichevole al Filadelfia di mercoledì contro il Vado, sente che qualcosa di buono sta nascendo grazie al lavoro di Petrachi sul mercato e di Abate sul campo. «Io voglio fare la mia migliore stagione – spiega il presidente dopo mesi di silenzio pubblico, al punto da non aver presentato ufficialmente neanche il nuovo allenatore - poi dopodiché magari vendo, per cui voglio che ci sia un ricordo bello. Così magari qualcuno dirà “Però Cairo non era così male alla fine”». Sembra una risposta alla continua contestazione dei tifosi granata, ma è anche un modo per confermare quali sono i suoi progetti dopo aver dato mandato a Bank of America di capire se ci sono investitori interessati al club granata. «Qualcosa c’è – conferma -, ma non ho ricevuto offerte vere e proprie che sono vincolanti. Diciamo che c’è tanto possesso palla, ma ancora nessun tiro in porta. Lo ribadisco: se c’è qualcuno più bravo e ricco di me, sarò il suo primo tifoso se dovesse arrivare».
Tenere o vendere Per Cairo l’occasione di fare il punto della situazione sul Toro presente e futuro arriva in quell’Alessandrino che è casa sua. A Quattordio ha appena visto la squadra Primavera battere l’Atalanta per 4-1 nella semifinale del “Memorial Mamma e Papà Cairo”: al fianco ci sono anche Petrachi e Abate, con cui i confronti sono continui per completare la rosa. Se il portiere brasiliano Lucas Perri è virtualmente granata, altri rinforzi arriveranno nei prossimi giorni tra difesa e centrocampo. «Possono essere 3 o 4 – riflette -, ma dipende anche dalle uscite e quindi potrebbero essere anche di più... Ora dobbiamo cedere, ma quando venderemo avremo più possibilità di rimpiazzare con qualcuno di livello, per cui secondo me faremo bene. Sono molto fiducioso». Tra i nomi più caldi in uscita c’è Gineitis, mentre il Toro vorrebbe blindare Njie e Cacciamani. «Il mio desiderio è di tenerli – spiega Cairo -, poi non puoi non rispondere alle squadre che ti chiamano. Ho ascoltato e al momento ho detto di no a tutti, però qualcuno va venduto». La Roma non molla la presa su Cacciamani e un’offerta da 20 milioni di euro potrebbe dare il via libera granata. «È con noi da tre anni, ha fatto benissimo nella Juve Stabia e ha un’ottima intesa con Abate – analizza il patron -, poi nella vita non si può dire al 100%, ma l’obiettivo è tenerlo».







