Vent’anni di Toro. Era il 2 settembre del 2005 quando Urbano Cairo rilevò il club granata: in rosa c’erano nove giocatori e cinque ragazzi della Primavera, mancavano pure i palloni e magliette. Era, insomma, il periodo più nero della sua storia. Da lì, un lungo cammino che ha riportato in alto la squadra, raggiungendo la sostenibilità economica ormai indispensabile nel calcio moderno, con quattordici stagioni consecutive in serie A e l’ambizione di crescere ancora. «Non amo le ricorrenze, ma sono stati vent’anni di pathos, di emozione, voglia di fare bene — ha raccontato in una bella intervista a Telelombardia il numero uno granata, presidente e a.d. di Rcs MediaGroup —. Poi a volte ce la fai, a volte meno: è il calcio. Ma l’impegno non è mai mancato, come gli investimenti. Sempre stando attenti a non fare il passo più lungo della gamba».