«Cairo vattene» è diventato lo slogan imprescindibile dei tifosi, il Toro continua ad essere una forma impalpabile, ma lui intanto arriva al traguardo dei vent’anni: il presidente più longevo della storia granata, Urbano Cairo. Difficile da pensare, anche se l’entusiasmo non manca il 2 settembre 2005 quando un imprenditore di origini alessandrine, sbocciato quasi dal nulla e difficile da convincere, si affaccia dal balcone del Comune tenendo un drappo granata in mano per annunciare di essere diventato il nuovo proprietario del club.
Dalla rinascita al primo entusiasmo
Ponendo fine ad una delle estati più drammatiche della storia, con il fallimento di Cimminelli, la conseguente retrocessione della squadra che era appena stata promossa e l’assedio dei tifosi all’Hotel Campanile, a Moncalieri, dove si era “rifugiato” Luca Giovannone, con ambizioni di presidenza dopo aver preso il testimone dai lodisti. Sembra l’inizio di qualcosa di gratificante, Cairo diventa subito “Papa” e si lancia in grandi promesse: «Il mio progetto è la Champions», assicura all’allora sindaco Sergio Chiamparino. È una fase che alimenta grandi speranze, grazie anche alla prima stagione, subito in Serie A con una squadra costruita in due settimane.






