Ma cos’altro deve accadere perché la vicenda della Famiglia del bosco si chiuda definitivamente? Ci rendiamo conto che siamo quasi a Ferragosto e quel che doveva apparire come un fatto di cronaca da chiudersi in breve tempo si è trasformato in «un grandissimo scandalo», per usare una espressione della scrittrice Susanna Tamaro?

Ne abbiamo sentite di tutti i colori: troppa pressione mediatica sul tribunale e sulle persone che stavano decidendo sulla questione, poi le telecamere si sono poco alla volta allontanate dal racconto quotidiano ma non è successo nulla; allora a quel punto il problema è diventato politico per le dichiarazioni di alcuni esponenti di governo e della maggioranza (e, quindi, dell’opposizione), ma anche lì, messa la sordina, la famiglia non si è unita nuovamente.

L’allarme: atti di autolesionismo e disagio profondo

Adesso cos’altro dobbiamo aspettare? Che passi Ferragosto e poi settembre e magari pure il prossimo Natale? Boh. Nel frattempo sta accadendo qualcosa che, nel nostro piccolo, riteniamo intollerabile. Ieri Il Messaggero ha raccontato che uno dei tre figli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion manifesterebbe comportamenti autolesionistici ripetuti: morsi alle mani, reiterati fino a procurarsi piccole ferite. Un comportamento – sempre secondo il racconto del giornale romano – che gli esperti non considerano una semplice fase o una manifestazione occasionale di disagio, ma il segnale di qualcosa di più profondo e potenzialmente traumatico.