MANDELLO DEL LARIO (Lecco)Si allarga e fa sempre più paura l’incendio che da tre giorni sta bruciando il monte Moregallo. I fronti delle fiamme sono due: uno verso Valmadrera; l’altro verso la zona boschiva a ridosso della Sp 583 Lariana, la provinciale Lecco-Bellagio nell’enclave di Mandello del Lario sulla sponda occidentale del ramo lecchese del lago di Lecco, verso Valbrona e Oliveto Lario. Ci sono inoltre altri focolai sparsi. Le fiamme hanno raggiunto la valle del Moregge e si teme raggiungano zone abitate. Sono andati in fumo più di 100 ettari di bosco e sono morti carbonizzati decine e decine di animali selvatici. Per tutto il giorno hanno operato senza sosta i piloti di due Canadair dei vigili del fuoco e di 4 elicotteri del servizio antincendio regionale. Per tenere lontano i troppi curiosi e i troppi diportisti, kiter e surfer che continuavano a navigare lo stesso nella zona di approvvigionamento idrico, è stato chiuso il golfo di Lecco.

I vigili del fuoco delle squadre a terra con i volontari dell’Anticendio boschivo della Comunità montana e i volontari della Protezione civile monitorano le aree a rischio per proteggere case e insediamenti. "Personalmente mi preoccupano le prossime ore con la possibilità che il fronte raggiunga un’area con problematiche idrogeologiche che potrebbe diventare ancora più instabile", ammette il sindaco di Mandello, Riccardo Fasoli. Si spera nella pioggia, che però potrebbe essere meno intensa di quanto previsto. Potrebbe quindi essere contingentato l’uso di acqua potabile perché le operazioni di spegnimento stanno prosciugato le riserve. "La situazione su Valmadrera sta tenendo – spiega Antonio Rusconi, presidente della Comunità montana del Lario Orientale –. Raccomando di tenere chiuse le finestre". L’aria infatti è irrespirabile per il fumo e l’odore di brucio. Ieri pomeriggio c’è stato un sopralluogo dei massimi vertici della Protezione civile lombarda.