Trevi si presenta all'appuntamento con la doppia offerta di Webuild e Icop con una struttura finanziaria molto più solida e un portafoglio ordini ai massimi storici.
Il gruppo di Cesena guidato dal ceo Giuseppe Caselli ha chiuso il primo semestre con ricavi in calo del 13,2% a 270,9 milioni di euro, ma ha confermato la guidance per l'intero esercizio, migliorato la redditività e soprattutto dimezzato l'indebitamento netto grazie al completamento dell'aumento di capitale da 100 milioni.I risultati arrivano in una fase decisiva per il futuro della società, contesa dall'opa totalitaria lanciata da Webuild a 4,50 euro per azione dall'ops promossa da Icop, numeri che rafforzano il valore industriale del gruppo proprio mentre gli azionisti sono chiamati a valutare le due proposte.
Intanto ieri il titolo è salito dell'1,85% dopo i conti a 4,66 euro, oltre il prezzo di offerta (4,5 euro).Da segnalare che, a conti pubblicati, Bernard R.
Horn Jr., presidente e portfolio manager di Polaris Capital Management, azionista di Trevi dal 2008 col 6,6%, ha emesso una nota in cui spiega che le offerte concorrenti presentate da Icop e Webuild rappresentano «un riconoscimento della solidità che Trevi ha costruito nel tempo, grazie al miglioramento dei margini, al rafforzamento del portafoglio ordini e alla riduzione dell'indebitamento».









