Il grande blocco di ghiaccio è adagiato sul tavolo, Claudia, una volontaria, passa la pialla tre volte, versa nel bicchiere e aggiunge lo sciroppo. La classica grattachecca romana serve a dare refrigerio agli sfollati dello «Spin time», nell’ottavo giorno di presidio, dopo l’incendio che ha portato i 400 occupanti dello stabile in strada. La capitale da bollino rosso sfiora ancora i 40 gradi, ma davanti al civico 55 di via Santa Croce in Gerusalemme, il via vai di cittadini e artisti non si ferma, nel giorno più lungo. Oggi si decide del futuro degli occupanti. Solo in tarda serata si saprà che la trattativa è saltata. Non c’è nessun accordo sul futuro tra la società proprietaria dell’edificio, la «Investire Sgr», e il Comune di Roma. La proprietà avrebbe posto il veto all’accordo ponte che doveva consentire il rientro graduale degli occupanti nello stabile, in attesa della definizione della cessione. E posto una serie di condizioni molto rigide. A comunicarlo a una delegazione degli attivisti è stato lo stesso sindaco Roberto Gualtieri, che li ha incontrati in Campidoglio dopo un colloquio a palazzo Valentini con i rappresentanti della società «Investire srl» a cui appartiene lo stabile, assieme all’assessore Tobia Zevi e il cardinale vicario di Roma, Baldo Reina. «Siamo molto delusi» hanno replicato gli attivisti.