Roma, 6 ago. (askanews) – Slitta l’incontro previsto per la tarda mattinata di oggi in prefettura, in attesa della risposta all’offerta di acquisto del Comune di Roma da parte della proprietà dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme, sede del laboratorio socio-abitativo Spin Time. Intorno alla comunità sfollata, al settimo giorno di accampamento in strada a quaranta gradi, è forte l’abbraccio della comunità solidale mentre il Campidoglio è al lavoro per il reperimento di alloggi temporanei, probabilmente con un’ordinanza d’urgenza, in vista della sistemazione in circa 150 case popolari per i nuclei fragili accertati, coinvolti nell’incendio dello stabile.
Se quelle unità saranno ricavate dentro l’immobile del quartiere Esquilino, oppure altrove nel patrimonio comunale in caso di diniego della proprietà, è un esito vissuto dagli ex occupanti come un successo in ogni caso. Non ci sarà alcun allargamento del presidio, come pure previsto in un primo momento, ma si accelera provando a immaginare la fine della sistemazione precaria nelle strutture di accoglienza improvvisate nel quartiere, e il trasferimento in strutture religiose e ricettive, almeno per i bambini e le persone più in difficoltà, entro l’11 agosto prossimo.










