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Nonostante fosse un weekend di inizio agosto con temperature che hanno sfiorato i 40 °C, sabato decine e decine di persone si sono radunate in via di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, per partecipare a un presidio contro lo sgombero del palazzo occupato noto come Spin Time Labs, che giovedì era stato dichiarato inagibile e posto sotto sequestro dopo un incendio. Molti stanno dormendo lì davanti in tenda, e dicono che ci rimarranno finché i cancelli non saranno riaperti e potranno tornare in quella che, per tredici anni, è stata la loro casa.

Spin Time è infatti un’iniziativa che coinvolge moltissime persone ed è diventato negli anni un punto di riferimento per diverse realtà sociali e culturali del quartiere Esquilino e in generale di Roma. Non solo per le molte attività che organizza e che ospita, che hanno fornito alla zona servizi che non c’erano o ne ha rafforzati di esistenti, ma anche per le 400 persone che hanno trovato una casa nei suoi ampi locali, ricavati dagli uffici dell’ex sede Inpdap, a poca distanza da piazza di San Giovanni in Laterano, a sud est del centro.

Al piano terra ci sono un coworking e una grande sala che gli abitanti possono mettere a disposizione per iniziative di diverso tipo; ogni sabato, per esempio, viene organizzato un doposcuola frequentato sia dai bambini che vivono nel palazzo sia da quelli delle scuole del quartiere. Negli anni negli spazi di Spin Time sono nati anche un’osteria, un auditorium per dibattiti, spettacoli e riunioni, uno studio di registrazione, una falegnameria e una camera oscura. Anche il parcheggio dello stabile è stato trasformato: oggi ospita la sede del giornale Scomodo, che durante il giorno funziona come aula studio e spazio ricreativo aperto a chiunque, mentre la sera accoglie spesso eventi musicali, spettacoli e dibattiti.