Prima di Guccini, c’erano i Nomadi. Quando il Maestrone non era un cantautore di successo, si faceva strada scrivendo canzoni per il gruppo, all’epoca — seconda metà degli anni ’60 — in cerca d’identità. Noi non ci saremo, Dio è morto, Canzone per un’amica. «Ci ha dato voce», ricorda Beppe Carletti, 79 anni, tastierista e cofondatore del gruppo (con Augusto Daolio, morto nel 1992).
I suoi primi ricordi con Guccini?
«Eravamo tutti modenesi, ci si vedeva in un bar molto frequentato e ci si scambiavano idee. Capimmo presto d’essere spiriti affini: a nessuno interessava il successo, volevamo far musica per gusto, come ragione di vita. È stato così fino all’ultimo».
Perché Guccini era speciale?
«La prima canzone che compose per noi fu Noi non ci saremo, 1966. All’epoca non si scrivevano brani così, non nella musica leggera. Poi toccò a Dio è morto, un pezzo coraggioso come lui e come noi».










