Gianni Infantino deve incassare anche il comunicato della FifPro, il sindacato mondiale dei calciatori che lo accusa e condanna in modo irreversibile: nemmeno i principali attori del calcio erano stati messi a conoscenza del suo piano oramai irrealizzabile.

Gianni Infantino non è più solo sotto il fuoco delle Confederazioni che lo hanno via via abbandonato, ora a colpirlo sono anche i protagonisti assoluti del gioco: i calciatori. Attraverso la FifPro, il sindacato internazionale che rappresenta oltre 65.000 professionisti in più di 70 Paesi, arriva una condanna netta e senza sconti: il progetto di privatizzazione della Coppa del Mondo, ritirato in extremis, viene definito "un abuso flagrante del potere presidenziale". Non un errore di comunicazione, non una semplice debolezza di governance, ma un abuso. La voce dei giocatori non lascia scampo e arriva dopo settimane in cui le difese del presidente FIFA si sono sgretolate una dopo l’altra.

Il progetto segreto di Infantino che ha acceso la rivolta Il piano, noto come "FIFA Forward Enterprise", prevedeva di creare una società commerciale e cedere quote a investitori privati. L’obiettivo dichiarato era raccogliere miliardi da destinare allo sviluppo del calcio mondiale. Nella pratica, si trattava di trasformare la competizione più importante del pianeta in un asset finanziario negoziabile a porte chiuse. Il progetto è stato elaborato in segreto, negoziato a porte chiuse e portato quasi al punto di un accordo senza che il Consiglio FIFA, le associazioni membri, i giocatori e gli altri stakeholder ne fossero a conoscenza. La FifPro lo sottolinea con chiarezza che non si tratta solo di un fallimento di governance: è un abuso profondo del potere presidenziale. Il ritiro della proposta, costretto dalla reazione unanime di UEFA, CONCACAF, CONMEBOL e poi AFC, non cancella nemmeno ciò che è stato rivelato, anzi: la fiducia nella presidenza è stata fondamentalmente spezzata in modo irreversibile.